Illustrazione di un data center con tre armadi server: quello centrale è fuori servizio e la nuvola del cloud è barrata

Bot, crawler e data center: cosa insegna il caso Yandex a chi usa il cloud

Nell'ultima settimana tre dei principali data center di Yandex, il più grande gruppo tecnologico russo, sono stati colpiti da droni ucraini, con pesanti disservizi. Sui social si è subito diffusa l'idea che gli attacchi avessero anche "spento" i bot di propaganda. Come ha ricostruito Il Post, però, non c'è alcun dato che lo dimostri. La vicenda è lontana da noi, ma contiene tre lezioni utili per chiunque usi internet per lavoro.

Cosa è successo, in breve

Tra l'8 e l'11 ottobre sono stati colpiti tre dei sei maggiori data center dell'azienda, spesso chiamata la "Google russa" perché gestisce il motore di ricerca più usato nel Paese, oltre a servizi di taxi, consegne, cloud e pagamenti. Dopo il terzo attacco le attività si sono quasi fermate: archiviazione in cloud e pagamenti sono rimasti a lungo irraggiungibili.

Secondo i dati di Cloudflare Radar, il traffico automatico proveniente dalla rete di Yandex è sceso a meno dell'1% del livello abituale. È proprio questo grafico, condiviso moltissimo, ad aver alimentato la teoria dei bot scomparsi.

1. Bot e crawler non sono la stessa cosa

Il traffico "automatico" misurato in quel grafico non è quello degli account finti sui social. È generato quasi del tutto dai crawler (o spider): programmi che i motori di ricerca usano per visitare in modo sistematico le pagine web, leggerne il contenuto e aggiornare i propri indici.

Se i server di un motore di ricerca si fermano, si fermano i suoi crawler: è normale, e non dice nulla sui bot di propaganda. Per inciso, anche il tuo sito viene visitato ogni giorno dai crawler: è così che finisce su Google, ed è il motivo per cui un sito ben costruito deve essere facile da leggere anche per loro.

2. Un grafico virale non è una prova

Insieme ai dati reali sono circolati grafici che mostravano un presunto crollo delle attività social attorno ad alcuni partiti e personaggi politici. Non avevano fonti chiare e in almeno un caso i dati arrivavano fino al 15 ottobre, cioè a una data che doveva ancora arrivare. Prima di credere a un grafico, o di condividerlo, vale la pena farsi quattro domande:

È lo stesso spirito critico che protegge da email truffa e falsi avvisi di sicurezza: fermarsi un attimo e verificare prima di cliccare.

3. Mai tenere tutto in un posto solo

La parte più concreta della storia riguarda gli utenti comuni: chi aveva i propri file solo sul cloud di Yandex non poteva più aprirli, e chi teneva tutti i soldi sul suo sistema di pagamento è rimasto bloccato. Non serve una guerra perché succeda: bastano un incendio, come quello che nel 2021 distrusse un data center di OVH a Strasburgo, un guasto o un attacco informatico.

Per un privato o una piccola azienda la domanda da farsi è semplice: se domani il mio fornitore sparisse per una settimana, potrei continuare a lavorare?

Se vuoi verificare quanto la tua attività dipende da un solo servizio e mettere al sicuro i dati, posso aiutarti con il servizio di sicurezza informatica e backup.

Fonte della notizia: Il Post, 13 ottobre 2026. Testo e consigli a cura di Computer Up.

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